Ala del Palazzo Reale Costruito a partire dal 1537 da Jacopo Sansovino, questo severo edificio impostato su un massiccio portico a bugnato, era originariamente previsto con il solo primo piano, scandito da finestre architravate e semicolonne doriche con il fusto a grosse bozze. Nel 1558-1566 gliene venne però aggiunto un secondo d’ordine ionico.
Il grande cortile interno, attorno al quale è organizzato, è ora chiuso da un lucernario e funge da sala di lettura dell’adiacente Biblioteca Nazionale Marciana. Qui, fin dal 1284, era stata coniata la più famosa moneta veneziana: il ducato d’oro o zecchino, accet­tato in tutto il mondo mercantile. Lo Scamozzi completò il palazzo tra il 1583 e il 1588 nell’ala verso il molo.
L'edificio é una lunga costruzione a 21 arcate ornata da un ricco apparato scultoreo. I suoi due ordini di loggiati sovrapposti, l’inferiore naturalmente dorico, il soprastante ionico, sono coronati da una balaustra arricchita da statue.
È curioso ricordare che una delle volte crollò nel 1545 quando la fabbrica era quasi terminata e, secondo l’uso veneziano che non ammetteva falli­menti, il Sansovino finì in carcere. Solo l’appassio­nata difesa di Tiziano e dell’Aretino riuscì a salvarlo.
Sotto il portico un portale fiancheggiato da due gigantesche cariatidi di Alessandro Vittoria, intro­duce ad uno spettacolare scalone a due rampe, ornato di stucchi sempre del Vittoria e di tondi dipinti da Giambattista Franco e Battista del Moro.
Alla sommità, il vestibolo reca sul soffitto la Sapien­za , opera tarda del Tiziano; mentre il salone è ornato da una serie di tondi con divinità e figure allegori­che, dipinte nel 1556-1557 dai migliori artisti, tra i quali Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Andrea Schiavone.

La Libreria - o l’idea di essa - deve in un certo modo la sua origine al Petrarca il quale, grato per la magnifica accoglienza e la calda ospitalità accordate­gli dalla Serenissima, fece dono dei suoi libri nel 1362. Ma la vera occasione fu offerta dal Cardinal Bessarione Niceno, patriarca di Costantinopoli, che possedeva una delle più ricche e importanti bibliote­che del Rinascimento, con preziosi incunaboli minia­ti; avendo egli ricevuto una generosa ospitalità da Venezia dopo la caduta di Costantinopoli, per grati­tudine la donò alla Serenissima nel 1468. Proprio per questa donazione il Senato decise nel 1536 di edificare la Libreria.
La Biblioteca Marciana raccoglie oltre 750.000 volumi tra i quali si trovano in quantità codici miniati e manoscritti rari bizantini, arabi, medievali, rare edi­zioni del Manunzio e il famoso Breviario Grimani, opera di artisti fiamminghi, che in 832 fogli di grande formato con fregi marginali e in 110 minia­ture a piena pagina, illustra la vita e i lavori dell’an­no, e scene dell’Antico e Nuovo Testamento.

Biblioteca Marciana: http://marciana.venezia.sbn.it